Mi sono chiesto spesso dove vanno a finire le storie, dopo che siamo arrivati all’ultima riga e andati oltre. Conservare memoria di personaggi e trame: è questo il senso delle nostre esistenze di lettori? Che cosa resta di un libro a cui ne sono seguiti altri cento? Forse, come le case dove abbiamo abitato, o le persone che ci sono state vicine, ripensare alle vecchie storie ci ricorda come eravamo. Alcuni libri emersi dalla mia biblioteca mi fanno l’effetto di fotografie ritrovate per caso: leggo una pagina e rileggo me stesso, mentre tenevo il segno con il dito proprio lì, sul letto di un’altra casa, insieme a un’altra persona, in viaggio verso un luogo che adesso non conta più niente. Non mi sembra di aver passato un giorno senza un libro in tasca. Allora una bibliografia potrebbe essere il diario più intimo, il testimone più fedele di vite come la mia.